RIUNIONE DEL 21 OTTOBRE 2014 SEDE SESTO SAN GIOVANNI FIOM

Presenti:Lidia, Gino, Lina, Fausto, Dario, Walter, Arek + Peluca, Elisabeth

Informazioni:

Siamo in attesa dell’ISEE nuovo previsto per il 1 gennaio,

Siamo in attesa della fissazione delle Udienze: Cinisello, Assago, Trezzo d’Adda, Legnano – aggiungo che la vertenza di Lecco (vinta) si è conclusa misaremente nel senso che i ricorrenti non hanno rivendicato nulla. In un incontro con l’associazione proponente (Opinio Populi di Lecco) è stato fatto presente che sarebbe stato meglio chiedere quanto già passato in giudicato. Si è pure discusso e preparato una lettera sulla bozza del regolamento (alquanto distorto), preparato dal Comune. Per ora nessuna risposta da parte del Comune. A Pavia vi è in atto una trattativa con il Comune per cambiare il Regolamento (è stata presentata una apposita bozza di modifica) che dovrebbe in caso positivo, evitare il ricorso al Consiglio di Stato di MTD e Senza Limiti. Sembra vi sia una buona disponibilità da parte dell’assessore ai servizi sociali dopo due incontri che si sono avuti (Arek, Walter e il sottoscritto).

Abbiamo (Fulvio) firmato il ricorso contro il Patto per la Salute articolo 6 che è stato depositato al Tar del Lazio: Studio Carapelle, avv. Simona Muntuori. In allegato trovate il testo del ricorso. All’avvocato Montuori ho fatto presente che la norma in questione interviene prima dell’erogazione del servizio (a differenza dei servizi che vengono erogati anche se privi di copertura); inoltre si attribuisce ai cittadini utenti i danni (servizi non resi o effettuati dopo lunghe attese), mentre le responsabilità (incapacità, non volontà politica) degli amministratori vengono non considerate. Sono loro che devono pagare e non i cittadini utenti che, in questo caso, corrispondono alle categorie più deboli.

Al Consiglio di Stato – Roma, il giorno 13 novembre alle ore 10 ci sarà l’udienza per accettare o respingere la sentenza del TAR del Piemonte sulle liste di attesa (Avv. Carapelle e per noi avv. Cavallo Perin). Tale sentenza aveva dato ragione ai ricorrenti (pure a Senza Limiti), ma il Consiglio di Stato aveva concesso la sospensiva. Sarà comunque una sentenza molto importante (quasi sicuramente verrà emessa nel 2015).

Nel Merito della discussione

1. Si è parlato della storia dell’associazione Senza Limiti nata nel 1992, diventata onlus nel 2003, in èarticolare della necessità di recuperare e tenere i documenti, rendendoli usufruibili, quindi con necessità di scannerizzare quelli vecchi (tenuti in sede) e inserirli in computer. Incarico previsto, previo loro accordo) per  Dario e Gino.

2. Dario è impegnato a ricostruire anche i direttivi, oltre le assemblee che già esistono, a partire dagli ordini del giorno e dalle sintesi delle riunioni. Dario ha predisposto anche il bilancio.

3. Si è vista la necessità di confrontare e armonizzare i pensierin e le conoscenze dei soci di Senza Limiti,promuovendo un Corso apposito con i temi che siamo soliti affrontare (discutendo di un caso si è visto che non tutti la pensano nello stesso modo). La bozza degli incontri (7) è stata preparata da Walter con l’ausilio di Roberto (pure di Senza Limiti Legnano). Direttore del corso senza dubbio Walter che si avvarrà di altri collaboratori. Il corso sarà aperto ad altre associazioni e a singoli (si dovrà fare un’opportuna campagna) e si terrà a Cinisello o a Milano secondo le opportunità che ci si offriranno. Inizierà oltre la metà del 2015.

4. Si è vista l’opportunità di continuare le relazioni con M5S e PD in Consiglio regionale per essere informati di quanto succede e vedere in qualche modo di influire tramite i consiglieri sulle scelte regionali. Occorre partecipare ai Tavoli sia quello del Terzo Settore Regionale che quello della ASL di Milano. In particolare va trattato il tema del riconoscimento dei famigliari organizzati (Comitati parenti); per la regione anche quello dei contratti di ingresso.

5. Infine è rimasto non concluso il discorso del CDD di Cusano. La sua direzione non ha risposto alla lettera con le richieste che gli sono state inviate. E’ rimasto pure aperto il problema degli educatori socio sanitari che mancano. Si dovrebbe in proposito per le prossime assunzioni assicurare l’assunzione solo di tali educatori e promuovere un corso di riqualificazione di parte di quelli presenti. Sarebbe opportuno un incontro con i famigliari e i sindacati che forse operano singolarmente, ma senza discutere insieme, di fatto lasciando campo libero all’amministrazione che continua per la sua strada.

&. Per finire si è constato che in questo periodo il governo sta operando ulteriori tagli ai comuni e, per la sanità, alle finanze regionali. Vi è senza dubbio la necessità di promuovere allenaze anche a livello nazionale.

Fulvio Aurora

Milano, 30 ottobre 2010

Di seguito alleghiamo due documenti prodotti che sono stati discussi durante la riunione dell’Associazione Senza Limiti tenutasi il 21 ottobre 2014.

Ricorso al TAR articolo 6 patto per la salute

 

Questo il contenuto della lettera inviata per posta al Comune di Lecco.

 

Egr. Dr. Salvatore Rizzolino

c/o Comune di Lecco

P-zza A. Diaz n° 1

23900 – Lecco

e

Settore Servizi Sociali

C/o Comune di Lecco

Via S. Sassi, 18

23900 – Lecco

In copia:

– Sig. Sindaco comune di Lecco

Dr. Virginio Brivio
– Sig. Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Alfredo Marelli

 

Oggetto: Richiesta parere scritto su “Regolamento integrazione rette R.S.A. (bozza)

 

Vs. prot. N° 43874

Con riferimento alla vs. pregiatissima lettera di pari oggetto del 28/07/2014, la presente per darvi opportuno riscontro.

La vs. missiva porta in allegato una bozza di un regolamento già circolante fra i Comuni della zona del lecchese sin dal lontano 2001. Lo dimostra il fatto che nel detto regolamento (in bozza!) si fa riferimento a delle normative già superate da tempo.

Agli scriventi era parso giusto e corretto procedere con il “sistema delle glosse” al fine di commentare e revisionare (per quanto concesso!) il contenuto del documento in bozza; ma leggo al 1° capoverso della vs. lettera che …. “dal 27 novembre 2013 ad oggi, la Commissione Consigliare III ha ulteriormente lavorato all’argomento in oggetto con opportuni approfondimenti tra le forze politiche e civiche (??) rappresentate in Consiglio Comunale e, nella distinzione delle competenze, anche con la Giunta” ulteriormente “ (omissis) … si è pervenuti a un testo, ancora in bozza, verso il quale si sta configurando la significativa convergenza da parte della maggioranza delle forze rappresentate.”.

Ora scardinare un regolamento (ancora in bozza!) che ha già percorso un così lungo iter mi sembra più che una strada in salita un vero e proprio … muro verticale per di più liscio da scalare.

È parere degli sciventi che tale bozza di regolamento, vecchia di ben 14 anni, sia stata superata dal tempo e dalle norme giuridiche vigenti nonché dalle innumerevoli sentenze del T.A.R., inclusa quella del luglio 2013 che ha visto soccombere il Comune di Lecco, che hanno ripetutamente ribadito:

  • Quali sono i soggetti obbligati per legge (D.lgs. 109/98)
  • La situazione economica del solo assistito e non del nucleo famigliare
  • Mancato coinvolgimento delle associazioni, obbligo giuridico (L. 328/2000)
  • le indennità di accompagnamento non sono da considerarsi reddito

I sopra enunciati punti non sono stati recepiti nella bozza.

Uteriormente. Comunque, in relazione alla bozza del regolamento, tentiamo di compendiare i punti non recepiti:

Punto 1 – Oggetto

Destinatari dell’intervento economico sono solo cittadini anziani? Per i disabili e malati cronici e/o psichici non è previsto nessun intervento?

 

Punto 2 – Valutazione sulla ….socio -assistenziale

La valutazione sulla pertinenza e adeguatezza non è fatta dalla commissione prevista dalla normativa vigente e non dagli enti menzionati nella bozza.

 

Punto 3 – Contratto per l’inserimento residenziale

Il contratto non potrà mai essere concluso con … l’amministratore di sostegno, se mai per mezzo dell’a.s. in nome e per conto dell’assisstito, altrimenti è un falso giuridico.

 

Punto 4 – Contribuzione comunale …. struttura residenziale

L’intervento economico può essere anche “non” parziale.

Necessita specificare chi sono i famigliari tenuti per legge altrimenti siamo di nuovo al … campo delle cento pertiche!

 

Punto 5 – Valutazione della capacità economica della persona

L’indennità di accompagnamento non è reddito, appunto … indennità!

L’indice di bisogno cos’è? Qual’è l’attuale? Come è calcolato? Un rinvio generico fatto dal regolamento è senz’altro origine di confusione e interpretazioni arbitrarie.

Quali sono i documenti previsti dal regolamento? Non se ne parla!

L’ultimo comma è da cancellare, lo ritengo illegittimo-

 

Punto 6 – Contribuzione comunale a parziale copertura della retta

L’intervento economico può essere anche “non” parziale.

Necessita specificare chi sono i famigliari tenuti per legge altrimenti siamo di nuovo al … campo delle cento pertiche!

Euro 62,00 mensili … non ho parole! Comuni dei Paesi sviluppati (nel milanese!) arrivano anche a €180,00.

 

Punto 7 – Aggiornamento annuale

L’intervento economico può essere anche “non” parziale.

Penso che sia il caso di prevedere una revisione dell’intervento a fronte di una variazione percentuale di valori predefiniti e concordati con le associazioni.

 

Punto 8 – Intervento comunale prioritario

Il capoverso va cancellato. Ricordo che i diritti delle persone, specialmente se anziani, disabili etc., non vengono meno perché il Comune ha le casse vuote. Per questo ci sono gli amministratori comunali!

 

Punto 9 – Esclusione dell’intervento comunale

Il secondo comma è scritto male. Non può essere “escluso in via generale”, ma va valutato caso per caso dalla commissione prevista per legge (vedi sopra punto 2) l’entità delle donazioni e la mancata donazione come avrebbe alterato l’attuale situazione dell’utente.

 

Punto 10 – Obbligo dell’utente a fornire tutte le dichiarazioni

Vanno individuati nel regolamento i documenti necessari per l’istruttoria altrimenti si ricade nel famoso campo!

 

Punto 11 – Interventi urgenti

L’ultimo comma non è oggetto del regolamento.

 

Punto 12 Contribuzione comunale sui ricoveri definitivi già attivi

Va tolta la frase “… e della sua rete famigliare …(fino a) … di cui all’art. 2 e 8”.

 

Punto 13 – Recupero intervento comunale

L’indennità di accompagnamento non è reddito, appunto … indennità!

L’intervento economico può essere anche “non” parziale.

 

Punto 14 – Norme transitorie finali

Ridondante

Ulteriormente e a carattere generale.

– (art. 1 e 2) Anzitutto occorre rimarcare che il regolamento dovrebbe riguardare tutte le erogazioni a favore dei cittadini utenti dei servizi sociali. Non si capisce perché solo gli anziani ultra 65 e solo quelli che si rivolgono alle RSA. Occorre almeno comprendere le persone con disabilità che si rivolgono alle RSD. Meglio se vengono considerati anche i Centri Diurni e i servizi domiciliari.

Va poi precisato che parlare di cittadini anziani ultra65 è sbagliato. Solo in certe condizioni tali cittadini hanno bisogno dei servizi sociali e sanitari. Meglio usare la dizione cittadini “anziani cronici non autosufficienti e disabili gravi”. Va pure sottolineato che la gran parte di tali persone sono malate, se affette da gravi patologie invalidanti appartengono alla categorie delle persone “ad alta integrazione sanitaria” di cui alla legge 502/92 e successive modifiche (articolo 3 septies) per le quali è specificato nel DPCM 29/11/2001 (divenuto legge) che devono essere poste totalmente a carico del SSN. Molti comuni non considerano tali condizioni per cui si assumono oneri non loro o li caricano sui cittadini utenti. Non si possono lamentare poi per la mancanza di quattrini o perché i cittadini rivendicano i loro diritti.

– (art. 3) Premesso che ci sono dei dubbi sulla legalità dei cd “contratti di ingresso”, in quanto si tratta di servizi dovuti che rientrano nei livelli essenziali di assistenza (LEA), va specificato che se non è direttamente la persona interessata che firma tale contratto (il caso che sia così è molto raro), il famigliare che lo sottoscrive – cui deve essere consigliato di promuovere l’azione perché venga nominato un Amministratore di Sostegno – la fa esclusivamente in nome e per conto del ricoverato e non in nome proprio.

(art. 4 e 5) Va specificato che i famigliari “tenuti agli alimenti” per legge (art. 433 e seguenti c.c. in particolare art. 438) possono essere attivati esclusivamente dal soggetto interessato. E comunque va specificato che allo stato attuale è vigente l’articolo 3 comma 2ter del D.lgs 109/1998 e successive modifiche, nonché la legge regionale 3 del 2008 e successive modifiche che prevedono debba farsi riferimento esclusivamente alla situazione economica del solo assistito. Se il decreto di cui sopra verrà abrogato, compiendosi la procedura dell’istituzione del nuovo ISEE, vale agli stessi fini (il riferimento alla situazione economica del solo assistito) la legge regionale.

E’ poi giusto verificare – succede in non pochi casi – che se il reddito della persona assistita è indispensabile al mantenimento di uno o più membri della famiglia – il versamento di quanto dovuto dall’assistito a titolo di retta dovrà essere ridimensionato. Va pure chiarito che l’indennità di accompagnamento – allo stato attuale – non fa reddito, quindi non può essere calcolata. Si può comunque consigliare gli interessati, se del caso, ad erogarla, “a puro titolo di liberalità”.

I documenti per procedere da parte del Comune ad eventuale integrazione della retta dovuta sono quelli dovuti per legge e si sostanziano nella dichiarazione ISEE. Non esiste andare indietro di 3 anni per il calcolo del patrimonio. Si ripete che vale l’ISEE del solo assistito.

– (art. 6) Va poi messo in discussione come non corretta l’erogazione di 62 euro per l’assistito per bisogni personali. Riteniamo, come applicano la gran parte dei comuni, che il minimo debba essere di 120 euro.

– (Art.8 e 12) In questi articoli si presagisce la formazione di una lista di attesa degli aventi diritto. Ciò risulta essere in contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza fra i cittadini. La risposta deve essere legata alla esistenza del diritto. Se il diritto esiste devono essere fornite le risposte dovute. Altri parametri non devono essere ammessi sia per quelli che fanno la domanda prima del ricovero sia per quelli che, in costanza del ricovero, hanno avuto problemi che possono portare alla loro insolvenza.

Infine direi che complessivamente tale regolamento si presenta parziale e sostanzialmente illegale.

Si chiede al Comune di procedere ad una sua sostanziale modifica. Le associazioni firmatarie della presente non potranno farlo passare in questo modo; potranno anche intervenire perché i soggetti che hanno promosso ricorso al TAR nei confronti del Comune di Lecco ed hanno ottenuto una sentenza favorevole, ne richiedano l’integrale applicazione.

Nell’incontro/riunione che l’amministrazione comunale intenderà promuovere si suggerisce di tenere in considerazione anche i seguenti punti di discussione:

  1. Definizione dei livelli minimi e massimi di retta basati su parametri obiettivi, rilevabili e controllabili.
  2. Corretta attribuzione dei parametri in merito alla quota sanitaria e alla quota sociale secondo i livelli essenziali di assistenza. La completa eliminazione delle due componenti sarebbe auspicabile.
  3. Effettivo controllo economico e finanziario da parte degli enti preposti sulle singole unità d’offerta
  4. Definizione delle forme giuridiche delle RSA/RSD con la partecipazione dei comuni alla gestione economica e finanziaria
  5. Cancellazione delle clausole vessatorie sul contratto “d’ingresso e permanenza” in RSA/RSD con la garanzia di pagamento delle rette da parte dei parenti se il paziente è insolvente: la c.d. fideiussione omnibus in quanto in contrasto con la normativa vigente.

Distinti saluti
Lecco, 20 settembre 2014

Dario Spreafico

Opinio Populi onlus
Fulvio Aurora

Associazione Senza Limiti

Andrea Lanfranchi

ASVAP