PRIMO ATTO AMMINISTRATIVO

DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE n 3230 del 6 marzo 2015 rubricata “Prime determinazioni per l’uniforme applicazione del DPCM 159/2013”

In particolare

allegato A, rubricato “Linee guida per l’uniforme applicazione del DPCM 159/2013 in Regione Lombardia e la redazioni degli atti regolamentari”

ancora più in particolare

Art.3, comma 4 del suddetto allegato che così recita

4. Nei regolamenti comunali, con particolare riguardo ai servizi residenziali, vengono definite le modalità attraverso le quali, prima dell’accesso al servizio, si procede all’istruttoria e alla valutazione della richiesta di prestazione agevolata. In caso di concessione dell’agevolazione, gli stessi regolamenti possono prevedere il versamento diretto delle pensioni, rendite, indennità per il concorso al pagamento parziale della retta (la sottolineatura è nostra), mantenendo comunque a favore dell’anziano e del disabile una quota per spese personali.”

 ANCI Lombardia ha manifestato la propria adesione ai contenuti della delibera n. 3230, stipulando con la Giunta Regionale il seguente protocollo di accordo.

VERBALE DI ACCORDO TRA REGIONE LOMBARDIA ANCI LOMBARDIA IN MERITO ALL’ADOZIONE DI LINEE GUIDA PER L’UNIFORME APPLICAZIONE DEL D.P.C.M. N. 159/2013 IN REGIONE LOMBARDIA E LA REDAZIONE DEGLI ATTI REGOLAMENTARI

 

PREMESSO CHE:

 

le parti condividono l’opportunità di adottare linee guida su base regionale per

l’uniforme applicazione del d.p.c.m. n. 159/2013 e la redazione degli atti

regolamentari. In data 16 gennaio 2015 si riunivano, in sede tecnica, i delegati di Regione Lombardia e And Lombardia per condividere le linee guida per l’uniforme applicazione del

d.p.c.m. n. 159/2013 in Regione Lombardia e la redazione degli atti regolamentari.

Condivisa l’opportunità di stabilire che le previsioni di cui al d.p.c.m. n. 159/2013 e

alle linee guida si applichino in modo omogeneo a livello di Ambito territoriale, le

parti concordano sulla definizione di linee guida per la determinazione dell’ accesso

agevolato ai servizi e alle prestazioni sociali e del relativo livello di

compartecipazione.

In particolare, oltre alle prescrizioni stabilite dal d.p.c.m. n. 159/2013, le parti hanno

ritenuto di prevedere, nelle more del riordino dei livelli essenziali delle prestazioni e

della I.r.3/2008, l’adozione di disposizioni transitorie di raccordo per le prestazioni

socio sanitarie.

Da ultimo, le parti condividono di demandare a successivi prowedimenti attuativl la

previsione e la sperimentazione di criteri ulteriori rispetto a quelli stabiliti dal

d.p.c.m. n. 159/2013.

 

In data 3 febbraio 2015, riunitesi le parti in sede politica, approvano l’allegato

documento del gruppo di lavoro.

 

Redatto, letto e sottoscritto in Milano il 3 febbraio 2015

 

Per ANCI Lombardia

Il Presidente

Roberto Scanagatti

 

Per Regione Lombardia

L’Assessore Famiglia, Solidarietà Sociale,

Volontariato e Pari Opportunità

Maria Cristina Cantù

 

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 SECONDO ATTO AMMINISTRATIVO

ANCI Lombardia: “Il regolamento I.S.E.E.: disciplina e modalità degli interventi e delle prestazioni dei servizi sociali dei Comuni, degli Ambiti Territoriali e degli Uffici di Piano, Cannovaccio di lavoro a cura del Dipartimento Welfare-Immigrazione – Sanità – Disabilità e del Tavolo Tecnico I.S.E.E. Anci Lombardia

Si veda l’Art. (imprecisato) a pag 42 (ultima), rubricato “Misura dell’integrazione della retta alberghera”

 

che così recita:“Articolo – Misura della integrazione della retta alberghiera

 

  1. La misura massima dell’intervento economico integrativo concesso dal Comune è determinata sulla base della differenza tra la retta e la quota di compartecipazione complessivamente sostenibile dal cittadino/utente, sulla base del valore I.S.E.E.E., determinata ai sensi del D.P.C.M. 159/2013.
  2. In presenza di eventuali beni mobili o immobili, il Comune potrà procedere ad accordi con i beneficiari per l’alienazione dei beni medesimi, fermo restando che il ricavato della alienazione rimane vincolato al pagamento della retta.
  3. In presenza di bene immobili non adibiti ad abitazione dell’eventuale coniuge, il Comune potrà procedere ad accordi con i beneficiari per la locazione degli immobili medesimi ovvero per un utilizzo a fini sociali, fermo restando che il ricavato della locazione ovvero del fitto figurativo rimane vincolato al pagamento della retta.
  4. In assenza di accordi, come previsto ai punti 2 e 3 del presente articolo, la contribuzione comunale deve intendersi quale anticipazione di quanto dovuto del cittadino beneficiario, con conseguente titolo, da parte del Comune, di rivalersi sulla futura eredità.”

 

 CONSIDERAZIONI

 

1.- Per quanto concerne il primo atto, la responsabilità dell’ANCI Lombardia si evince dall’accordo stipulato con l’Amministrazione Regionale, con il quale si sancisce l’accordo sui contenuti della DGR 3230.

 

2.- Il secondo atto (canovaccio di lavoro) è stato distribuito dall’ANCI LOMBARDIA ai Comuni.

Il testo del cannovaccio è stato utilizzato dai Comuni, con alcuni lievi adattamenti, come regolamento comunale, senza alcuna riflessione critica.

 

3.- L’assunzione delle provvidenze economiche assistenziali (pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento…) quali elementi di “reddito” aggiuntivo all’ISEE, da utilizzare per il pagamento delle rette di ricovero, costituisce un improprio ed illegittimo gravame economico, che altera il carattere di Livello Essenziale di Assistenza – L.E.A. della residenza sociosanitaria (R.S.A./R.S.D)

 

4.- Altresì, il carattere di L.E.A., proprio del servizio, viene alterato con la derubricazione dell’obbligo dell’Amministrazione Comunale di integrare la retta di ricovero, facendogli assumere il rango di prestito, con esercizio di rivalsa sugli aventi causa, al decesso della persona assistita.

E’ un grave atto di violenza morale, oltre che economica, che non può essere praticato, nel rispetto della dignità della persona, malata cronica, con grave disabilità, non autosufficiente.

 

(Walter F., 8 ottobre 2016)