Presidenza del Consiglio dei Ministri

CSR 0003981 P – 4.23.2.10 del 7 Settembre 2016

Oggetto: Intesa sullo schema del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – DPCM i aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA)

R I L I E V I

Nella relazione illustrativa allo “Schema di DPCM recante: Nuova definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria”, si afferma che sono confermate (senza alcuna modifica) le previsioni dell’allegato 1C al DPCM 29 novembre 2001 (e all’Atto di indirizzo e coordinamento del 14 febbraio 2001) relative alla ripartizione degli oneri tra il Servizio Sanitario Nazionale e il Comune/utente

Peraltro, ho preso nota che il provvedimento è integralmente sostitutivo del DPCM 29 novembre 2001.

Mi sono particolarmente soffermato sul Capo IV, Assistenza sociosanitaria, rilevando che all’art. 29 viene introdotto l’ Assistenza residenziale extra ospedaliera ad elevato impegno sanitario, (la sottolineatura è nostra) nei termini che vengono, di seguito, riportati:

Art. 29

Assistenza residenziale extraospedaliera ad elevato impegno sanitario

 “1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce trattamenti residenziali intensivi di cura e mantenimento funzionale, ad elevato impegno sanitario alle persone con patologie non acute che, presentando alto livello di complessità, instabilità clinica, sintomi di difficile controllo, necessità di supporto alle funzioni vitali e/o gravissima disabilità, richiedono continuità assistenziale con pronta disponibilità medica e presenza infermieristica sulle 24 ore. I trattamenti, non erogabili al domicilio o in altri setting assistenziali di minore intensità, sono erogati mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche e costituiti da prestazioni professionali di tipo medico, psicologico, riabilitativo, infermieristico e tutelare, accertamenti diagnostici, assistenza farmaceutica, fornitura di preparati per nutrizione artificiale e dei dispositivi medici di cui agli articoli 11 e 17.

 

  1. La durata del trattamento ad elevato impegno sanitario è fissata in base alle condizioni dell’assistito che sono oggetto di specifica valutazione multidimensionale, da effettuarsi secondo le modalità definite dalle regioni e dalle province autonome.

 

  1. I trattamenti di cui al comma 1 sono a totale carico del Servizio sanitario nazionale”.

In questa condizione di assistenza si possono ravvisare molte persone anziane, con patologie croniche degenerative, ricoverate nelle R.S.A. (p.e. le persone con demenza senile o con Alzheimer, nello stadio avanzato della malattia).

Come si afferma nel citato articolo dei LEA, tali persone dovrebbero essere assistite “a totale carico del S.S.N.”.

Inoltre l’ attenzione si è soffermata sull’ art. 34 del Capo IV, rubricato: “Assistenza sociosanitaria semi-residenziale e residenziale alle persone con disabilità”.

In particolare, riporto, di seguito, quanto è scritto al comma 3 e al comma 4 dell’art.34:

Art.34

Assistenza sociosanitaria semiresidenziale e residenziale alle persone con disabilità

(omissis) 

“ 3. I trattamenti semiresidenziali si articolano nelle seguenti tipologie:

 

  1. a) trattamenti di riabilitazione estensiva rivolti a persone disabili non autosufficienti con potenzialità di recupero funzionale, che richiedono un intervento riabilitativo pari ad almeno 1 ora giornaliera; la durata dei trattamenti non supera, di norma, i 60 giorni, a meno che la rivalutazione multidimensionale non rilevi il persistere del bisogno riabilitativo estensivo;

 

  1. b) trattamenti socio-riabilitativi di recupero e mantenimento delle abilità funzionali residue, erogati congiuntamente a prestazioni assistenziali e tutelari di diversa intensità a persone non autosufficienti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali stabilizzate, anche in laboratori e centri occupazionali.

 

  1. I trattamenti di cui al comma 3, lettera a) sono a totale carico del Servizio sanitario nazionale (la sottolineatura è nostra). I trattamenti di cui al comma 3, lettera b) sono a carico del Servizio sanitario per una quota pari al 70 per cento della tariffa giornaliera.”

 Mi chiedo se l’assistenza configurata al comma 3, lettera a) (riabilitazione estensiva rivolta a persone disabili non autosufficienti) non sia quella erogata nel Centri Diurni per persone con disabilità (C.D.D.).

In tal caso, l’assistenza dovrebbe essere “posta a totale carico del S.S.N.”.

(Walter Fossati, 14 settembre 2016)