NON E’ ONEROSA LA FRUIZIONE del C.S.E. e dello S.F.A.

Osservazione su tre atti amministrativi

Nella riunione del direttivo dell’associazione SENZA LIMITI, svoltasi il giorno 26 settembre 2017, Lina Lo Muscio ha posto il quesito della partecipazione al costo delle due unità d’offerta per persone con disabilità Centri Socio Educativi – C.S.E e Servizi di Formazione all’Autonomia – S.F.A..

Nel porre il quesito ha sostenuto la tesi della loro non onerosità (gratuità), richiamando, in particolare quanto è disposto nel DPCM 14 febbraio 2001.

In quella sede e, successivamente, attraverso le conversazioni telefoniche, mi ha richiesto di approfondire l’argomento, con una puntuale osservazione della normativa nazionale e regionale di riferimento.

Pertanto, a fronte della sua richiesta, ho esaminato gli atti amministrativi di seguito citati:

  • Linee guida del Ministero della Sanità per le attività di riabilitazione (pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 30 maggio 1998, n.124)
  • P.C.M. 14 febbraio 2001
  • Deliberazione della Giunta Regionale n. X/3210 del 26 febbraio 2015.

 

O s s e r v a z i o n i

1.- Centro Socio Educativo e Servizio di Formazione all’Autonomia: due strumenti di riabilitazione sociale.

Nelle linee guida del Ministero della Sanità è esplicitato il concetto di “ attività di riabilitazione sociale” (Cfr. “Strategia dell’intervento riabilitativo”).

In tale documento il concetto viene così definito: “…le azioni e gli interventi finalizzati a garantire al disabile la massima partecipazione possibile alla vita sociale con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative indipendentemente dalla gravità delle menomazioni e delle disabilità irreversibili al fine di contenere la condizione di handicap”.

Da questa definizione si evince che le azioni e gli interventi di riabilitazione sono rivolti essenzialmente al contesto di vita della persona con disabilità.

Contesto che deve risultare massimamente aperto ed accogliente, per cancellare, in tal modo, lo stigma dello svantaggio sociale.

Nello scenario di vita, ecco l’azione delle due unità d’offerta in questione: Il Centro Socio Educativo –           C.S.E. e il Servizio di Formazione all’ Autonomia – S.F.A…

Le due unità sviluppano la loro azione sia sul momento riabilitativo di natura educativa (C.S.E.), sia sulla funzione addestrativa/lavorativa (S.F.A.).

In tale modo, esse offrono alle persone fruitrici delle reali possibilità di compiere, insieme ad altri stimoli ed incentivi, un percorso verso la “massima partecipazione possibile alla vita sociale” .

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2.-  D.P.C.M. 14 febbraio 2001-.

Questo decreto contiene una tabella, nella quale, al punto 2, rubricata “tutela del disabile”, si richiamano le prestazioni “…di riabilitazione, educative e di socializzazione, di facilitazione dell’inserimento scolastico e lavorativo, in regime domiciliare, semiresidenziale (la sottolineatura è nostra, n.d.r.) e residenziale, nella fase di lungo assistenza, compresi gli interventi e i servizi di sollievo alla famiglia”.

Nello stesso PUNTO 2, vengono indicate le percentuali di costo del servizio, che sono attribuite nel seguente modo:

  1. le prestazioni diagnostiche, riabilitative e di consulenza specialistica, poste a carico del Servizio Sanitario Nazionale – S.S.N. = con onere nella misura del 100%;
  2. l’assistenza in strutture semiresidenziali e residenziali per disabili gravi, posta a carico del S.S.N. = con onere nella misura del 70%, nonchè a carico dei Comuni = con onere nella misura del 30%, fatta salva la compartecipazione da parte dell’utente;
  3. l’assistenza nei servizi di residenza permanente (Comunità Socio Sanitarie, Comunità Alloggio, Case Famiglia…) per i disabili gravi privi del sostegno familiare, posta a carico del S.S.N. = con onere nella misura del 40%, nonchè a carico dei Comuni = con onere nella misura del 60%, fatta salva la compartecipazione da parte dell’utente;
  4. l’assistenza sociale, scolastica ed educativa e i programmi di inserimento sociale e lavorativo, posti a carico dei Comuni = con onere nella misura del 100%.

 

L’ assistenza in strutture semiresidenziali , di cui alla variabile del punto b), può essere ricondotta non alle unità d’offerta C.S.E./S.F.A., bensì all’unità d’offerta Centro Diurno Disabili – C.D.D., in quanto, esplicitamente, la sua fruizione viene rivolta alle persone con disabilità grave.

Come si ha modo di notare, le unità di offerta C.S.E./S.F.A. possono essere inquadrate nella variabile d), in quanto la loro essenziale ragione sociale, come si è sopra richiamato, è incentrata sulla funzione educativa e di avviamento al lavoro.

Altresì, è cosa opportuna osservare che ai punti di cui alle lettere b) e c) l’ onere dei Comuni viene sopportato con la loro rivalsa compartecipativa nei confronti dell’utente.

Mentre, la compartecipazione dell’utente non è prevista nella modalità di intervento dei Comuni, di cui alla lettera d).

 

3.- Deliberazione della Giunta Regionale n. X/3210 del 26 febbraio 2015

La D.G.R. qui richiamata è rubricata “Presa d’atto della comunicazione dell’Assessore Cantù avente per oggetto: <Elementi di percorso in ordine all’applicazione del D.P.C.M. 159/2013 in Regione Lombardia>”.

La comunicazione assessorile, della quale la Giunta ha preso atto, stabilisce la modalità di compartecipazione al costo dei servizi socio-assistenziali e sociosanitari, in applicazione della normativa ISEE.

La compartecipazione al costo dei servizi da parte degli utenti, basata sulla certificazione dell’ Indicatore della Situazione Economica Equivalente – I.S.E.E., presenta due modalità.

La modalità dell’ “I.S.E.E. ordinario” è stabilita dagli artt. 3, 4 e 5 del D.P.C.M. 159/2013, con la quale vengono coinvolte, nella prova del mezzi, tutte le persone del nucleo familiare della persona richiedente l’agevolazione economica nella fruizione dei servizi.

La modalità dell’ “I.S.E.E. sociosanitario” (altrimenti denominato “I.S.E.E. ristretto”) è stabilita dall’art.6 del D.P.C.M. 159/2013, con la quale è computata la situazione economica solo di due soggetti del gruppo parentale della persona richiedente l’agevolazione: il coniuge e i figli.

Con questa seconda modalità, le persone con disabilità, conviventi con i genitori, che non sono sposati e che non hanno figli (situazione ampiamente ricorrente), hanno la prerogativa di presentare l’ “I.S.E.E. sociosanitario”, nel quale si rileva soltanto la loro personale situazione economica (e non quella dei genitori) .

Nella comunicazione assessorile vengono ripartiti i servizi in tre gruppi, denominati “A.1”, “A.2” e “A.3”.

L’ “I.S.E.E. ordinario” viene applicato agli interventi, ai servizi e alle prestazioni di welfare indicati nel gruppo “A.1” (contributi economici, assistenza domiciliare, ricoveri notturni…), che non hanno nulla a che vedere con le unità d’offerta C.S.E./S.F.A..

L’ “I.S.E.E. sociosanitario” viene applicato agli interventi, ai servizi e alle prestazioni del gruppo “A.2”, ovvero applicato alle unità d’offerta sociosanitarie per le persone con disabilità grave, ricoverate nelle R.S.D., o risiedenti nelle C.S.S., nonché applicato alle persone con disabilità grave, fruitrici della unità d’offerta semiresidenziale C.D.D..

Lo stesso “I.S.E.E. sociosanitario” viene applicato agli interventi… del gruppo “A.2” alle unità d’offerta per le persone anziane, malate croniche, non autosufficienti, ricoverate nelle Residenze Sanitarie Assistenziali – R.S.A., o fruitrici di servizi semiresidenziali , denominati Centri Diurni Integrati – C.D.I..

Quindi, anche nel gruppo “A.2” le unità d’offerta C.S.E./SFA non vengono menzionate.

Infine, gli interventi, i servizi e le prestazioni del gruppo “A.3” riguardano l’assistenza domiciliare ai minori, la contribuzione al costo delle unità d’offerta concernenti le comunità educative e altri servizi dell’area scolastica (asili nido, scuole per l’infanzia, mensa scolastica…).

Ovviamente, anche in questo terzo raggruppamento, non compaiono le unità d’offerta di cui si tratta (C.S.E./S.F.A.).

 

 

Osservazione conclusiva.

 

Alla luce dei documenti amministrativi presi in esame, si può sostenere la tesi che la fruizione del Centro Socio Educativo e del Servizio per la Formazione dell’Autonomia non sia onerosa per le persone con disabilità, fruitrici di tali servizi.

(Walter F., 05 novembre 2017)