OPPOSIZIONE ALLE DIMISSIONI DI ANZIANI MALATI CRONICI NON AUTOSUFFICIENTI DAGLI OSPEDALI E DALLE CASE DI CURA PRIVATE CONVENZIONATE E RICHIESTA DELLA PROSECUZIONE DELLE CURE

(Prima di inviare la lettera interpellare la nostra associazione: (Senza Limiti onlus – tel 3392516050/3470045189)

  Il Servizio sanitario nazionale è obbligato, in base alle leggi vigenti, a curare tutte le persone malate, siano esse giovani o adulte o anziane, colpite da patologie acute o croniche, guaribili o inguaribili, autosufficienti o non autosufficienti. Dunque, la cura delle persone con la malattia di Alzheimer, o con altre forme analoghe, spetta alla sanità.Sempre in base alle leggi vigenti, i congiunti dei malati non sono obbligati a svolgere le attività di competenza del Servizio sanitario nazionale e, quindi, non hanno alcun obbligo giuridico di sostituirsi alla sanità.

ATTENZIONE!  Sotto il profilo giuridico accettare le dimissioni da ospedali e da case di cura private convenzionate di una persona cronica non autosufficiente incapace di programmare il proprio futuro, significa sottrarre volontariamente il paziente dalle competenze del servizio sanitario nazionale e assumere tutte le relative responsabilità, comprese quelle penali, nonché gli oneri economici conseguenti alle cure che devono essere fornite al malato.
Com’è ormai riconosciuto, sono preferibili, nell’interesse del malato, le cure domiciliari nei casi in cui non debbano essere fornite prestazioni che richiedano personale specializzato e strumentazioni particolari.
Al riguardo, le Asl più rispettose delle esigenze dei malati assicurano adeguate prestazioni domiciliari sia mediche che infermieristiche e, occorrendo, riabilitative. Inoltre, dette Asl riconoscono il volontariato intrafamiliare e versano a coloro che provvedono alle cure domiciliari una somma quale rimborso forfetario delle spese sostenute.Nei casi in cui le persone malate, compresi gli anziani non autosufficienti ed i malati di Alzheimer, siano ricoverati presso ospedali o case di cura private convenzionate, gli stessi degenti se in grado di esprimersi o, in caso contrario, i loro congiunti, possono rifiutare le dimissioni se permane lo stato di malattia acuta o cronica con o senza autosufficienza.Alcune considerazioni importanti:Le persone a cui si indirizzano le lettere di cui sopra faranno il possibile per non rispondere per iscritto in modo da non assumere impegni ed evitare questioni con l’autorità giudiziaria.

Chi vuole impedire le dimissioni deve essere molto deciso e deve chiedere una risposta scritta.

Allo scopo di avere le prove delle richieste avanzate, si deve sempre o inviare lettere raccomandate con ricevuta di ritorno o telegrammi (il fax non va bene perché si ha la prova di averlo spedito ma non quella che sia stato ricevuto).

Se si hanno degli incontri con medici, assistenti sociali o altri operatori, è consigliabile non assumere mai impegni verbali o scritti. Inoltre, subito dopo ogni incontro, è opportuno inviare un telegramma così redatto: «A seguito dell’incontro di ieri, di cui ringrazio, confermo la mia opposizione alle dimissioni come ho chiesto nelle raccomandate da me inviate in data …  di cui attendo risposta scritta».

Se viene presentata dai medici e da altri operatori documentazione da firmare, è consigliabile inviare fotocopia al  Comitato per la difesa dei diritti degli  assistiti della Fondazione Promozione sociale che la prenderà in esame allo scopo di segnalare eventuali problemi.

Il ricovero presso ospedali e case di cura private convenzionate deve sempre essere gratuito.

I trasferimenti da una struttura all’altra devono essere fatti a cura e spese del Servizio sanitario nazionale.

Quasi sempre, il personale delle Asl o dei Comuni propone il ricovero degli anziani cronici non autosufficienti e dei malati di Alzheimer presso Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), case protette o altre strutture analoghe.
Si tratta di strutture del settore socio-sanitario (con caratteristiche molto diverse da quello sanitario), il cui accesso è vincolato dal parere favorevole rilasciato dalle Uvg (Unità valutative geriatriche) che sono commissioni istituite dalle Asl.

Ottenuto il parere favorevole dell’UVM (Unità Valutativa Multidimensionale), il malato viene inserito in liste di attesa, e può aspettare anche uno o più anni prima di essere ammesso in una Rsa.

Nel frattempo, se si accettano le dimissioni, la persona che le ha accolte deve provvedere a curare il malato con i mezzi economici del malato stesso e, se essi non sono sufficienti, con le proprie risorse. Le cure possono essere fornite sia a domicilio che presso Rsa. Se si tratta di Rsa la retta è interamente a carico del malato e di chi ha accettato le dimissioni: può arrivare anche a 3.000-3.200 euro al mese. Infatti, nei casi in cui il ricovero nelle Rsa venga disposto al di fuori della lista di attesa, le Asl non versano la quota sanitaria. (IMPORTANTE: si propone una lettera facsimile per richiedere all’Asl il il versamento della quota sanitaria: cliccare qui).

Invece, quando il ricovero nella Rsa viene concordato con l’Asl, la quota sanitaria viene corrisposta dall’Asl stessa, mentre il ricoverato deve versare la retta chiamata alberghiera. Se ha più di 65 anni ed è stato dichiarato non autosufficiente dall’Uvg, il ricoverato deve versare la retta alberghiera solamente in base alla propria situazione economica personale (redditi e beni). Per la casa o l’alloggio di proprietà in cui l’anziano viveva la franchigia è di euro 51.650,00 (100 milioni delle vecchie lire), mentre per i beni mobili (denaro contante, azioni, obbligazioni, ecc.) la franchigia è di euro 15.500,00 (30 milioni delle ex lire). La differenza non coperta dal ricoverato deve essere versata dai Comuni. Tuttavia, se prima del ricovero presso Rsa non è stato concordato l’impegno economico del Comune, può essere molto difficile ottenere che versi la differenza di cui sopra.

Se si sottoscrive un accordo con la Rsa (o altra struttura) in cui il malato è ricoverato, chi lo firma stipula un contratto privato con l’ente e quindi, salvo eccezioni, è obbligato a rispettarlo per tutta la durata del ricovero.

 

Segnaliamo che gli operatori dei servizi sanitari e sociali sono personalmente responsabili dei danni derivanti da loro errate informazioni. Pertanto coloro che sono in grado di comprovare (tramite scritti o testimonianze di persone non legate da vincoli di parentela o di affinità) le negative conseguenze economiche subite a seguito di informazioni errate, possono rivolgersi all’Autorità giudiziaria per il rimborso delle spese sostenute, ad esempio per il ricovero “privato” in una Rsa con oneri (quota sanitaria e quota alberghiera) interamente a carico del paziente o di chi lo rappresenta.

lettera facsimile

 

ANZIANI CRONICI NON AUTOSUFFICIENTI E MALATI DI ALZHEIMER

FAC-SIMILE DELLA LETTERA PER OPPORSI ALLE DIMISSIONI DAGLI OSPEDALI E DALLE CASE DI CURA PRIVATE CONVENZIONATE E CHIEDERE LA PROSECUZIONE DELLE CURE

 

 

 

 

 

Alla c.a.:

 

(LETTERE RACCOMANDATE A/R )

– Egr. Direttore Generale Asl
Via____________________________________
Città __________________________________
– Egr. Direttore Generale Asl _____
Via___________________________________
Città _________________________________
– Egr. Direttore Sanitario
(Ospedale o Casa di cura privata convenzionata)
______________________________________
Via____________________________________
Città___________________________________

 

– Egr. Sig. Sindaco
(o Presidente del Consorzio)
______________________________________
Via____________________________________
Città __________________________________

 

E per conoscenza a:

(LETTERE NORMALI)

– Presidente della Giunta della Regione___________
Via _____________________________________
Città____________________________________

 

-Associazione SENZA LIMITI, onlus

Via dei Carracci, 2

20149 Milano

 

 

Oggetto: OPPOSIZIONE ALLE DIMISSIONI

 

__l___sottoscritt_ ____________________________________________ abitante in ____________________________ Via______________________________________ n.____
visto l’art. 41 della legge 12.2.1968 n. 132 che prevede il ricorso contro le dimissioni,
e tenuto conto che l’art. 4 della legge 23.10.1985 n. 595 e l’art. 14, n. 5 del decreto legislativo 30.12.1992 n. 502 consentono ai cittadini di presentare osservazioni e opposizioni in materia di sanità,

CHIEDE

che __l__ propri_ _________________________________________ abitante in_____________________________ Via___________________________ n._____
attualmente ricoverat_ e curat_ presso____________________________________________
NON venga dimess_, o venga trasferit_ in un altro reparto dell_ stess_ _________________________________ o in altra struttura sanitaria per i seguenti motivi:

 

1) il paziente è gravemente malato e non autosufficiente
(IMPORTANTE: se del caso, aggiungere che non sempre è capace di programmare il proprio futuro);
2) lo scrivente non è in grado di fornire le necessarie cure al proprio congiunto e non intende assumere oneri di competenza del Servizio sanitario.
Fa presente che le cure sanitarie, comprese quelle ospedaliere, sono dovute anche agli anziani cronici non autosufficienti ai sensi delle leggi 4.8.1955 n. 692, 12.2.1968 n. 132 (in particolare art. 29), 17 agosto 1974 n. 386 (le prestazioni ospedaliere devono essere fornite “senza limiti di durata”), 13.5.1978 n. 180 e 23.12.1978 n. 833 (in particolare art. 2 punti 3 e 4 lettera f).

Ricorda, inoltre, che il Pretore di Bologna, dr. Bruno Ciccone, con provvedimento del 21.12.1992 ha riconosciuto il diritto della Signora P.F., nata nel 1913, degente in ospedale dal 1986, di «poter continuare a beneficiare di adeguata assistenza sanitaria usufruendo delle prestazioni gratuite del Servizio sanitario nazionale presso una struttura ospedaliera e non di generica assistenza presso istituti di riposo o strutture equivalenti».

Segnala, altresì, la sentenza della 1ª Sezione civile della Corte di Cassazione n. 10150/1996 in cui viene riconfermato che:

– le leggi vigenti riconoscono ai cittadini il diritto soggettivo (e pertanto esigibile) alle prestazioni sanitarie, comprese le attività assistenziali a rilievo sanitario;

– le cure sanitarie devono essere fornite sia ai malati acuti che a quelli cronici;

– essendo un atto amministrativo, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto 1985 non ha alcun valore normativo.

Per quanto concerne il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29.11.2001 “Definizione dei livelli essenziali di assistenza” (Lea), diventato legge ai sensi dell’art. 54 della legge 289/2002 (Finanziaria 2003), rileva che fra «le prestazioni di assistenza sanitaria garantite dal Servizio sanitario nazionale» sono compresi gli interventi di riabilitazione e di lungodegenza, nonché quelli relativi alle «attività sanitarie e socio-sanitarie rivolte alle persone anziane non autosufficienti».

Si veda anche la recente sentenza della Corte di Cassazione del 2 marzo 2011 n. 8254 nella quale viene affermato che il diritto alla salute non può essere sottomesso a esigenze di carattere economico.

 

Fa inoltre presente che secondo i sanitari della struttura presso la quale il ricoverato il Sig.       è ancora riabilitabile. Se ciò è vero va considerato che la riabilitazione è dovuta dal Servizio Sanitario Nazionale.

 

 

 

(La parte seguente è da compilare qualora si intenda curare a domicilio il congiunto. In questo caso cancellare la parte più sotto relativa al ricovero in Rsa)

L__ scrivente è disponibile ad accettare il trasferimento del proprio congiunto presso una Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) a condizione che (vedere nota 3):

–  detto ricovero sia definitivo;
–  la struttura sia situata________________________________________;
–  il trasferimento venga effettuato a cura e spese dell’Asl;
–  la quota della retta a carico del__ ricoverat_ sia prelevata con riferimento alla situazione economica personale (art. 25 legge 328/2000) del ricoverato, ivi compresa l’indennità di accompagnamento se e quando verrà corrisposta;
–  la quota suddetta sia comprensiva di tutte le prestazioni alberghiere e socio-assistenziali, comprese quelle occorrenti per i soggetti non autosufficienti: igiene personale, mobilizzazione, imboccamento, ecc.
   L__ scrivente richiede l’applicazione delle norme sul consenso informato.
Inoltre, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990 n. 241, chiede che gli venga inviata una risposta scritta.

L__ scrivente si impegna di continuare a fornire al proprio congiunto tutto il possibile sostegno materiale e morale compatibilmente con i propri impegni familiari e di lavoro.
Chiede pertanto che, nel caso di trasferimento in altre strutture, non venga allontanato dalla città di__________________________________________

 

Ringrazia e porge distinti saluti.

Data______________                Firma ______